Il consulente di immagine può essere una valida risorsa anche all’interno di un’azienda. Il lavoro che svolge con i privati, curandone il look e migliorandone l’aspetto, infatti, può essere applicato all’immagine di una società.

Perché un’azienda dovrebbe rivolgersi a un curatore di immagine?

Pensare che il consulente di stile possa seguire un’azienda solo fornendo indicazioni in merito all’efficacia e alla coerenza dell’immagine della stessa,  sarebbe riduttivo. Ancora una volta i paesi anglosassoni ci mostrano come questa professione sia particolarmente versatile, prestandosi a soddisfare esigenze diverse in molteplici contesti.

Tutti i principali Mall americani e inglesi infatti hanno un servizio di consulenza di immagine e personal shopping. In Italia un primo, timido tentativo in questo senso è stato fatto da Rinascente, e successivamente da Zara, senza un grande successo. Di fatto l’intuizione fu subito abbandonata perché non portò a riscontri immediati.

In realtà i risultati non furono soddisfacenti perché la premessa era errata. Lo scopo finale di entrambi i brand era infatti incrementare le vendite, invece di offrire un reale servizio di consulenza e ascolto del consumatore. Risultato? I clienti non percepivano il valore aggiunto di un customer service personalizzato, ma solo il maldestro tentativo dei negozi di aumentare i guadagni, complice anche il fatto che il servizio era erogato dalla sales force interna.

Rimanendo sempre oltreoceano, sono molte le boutique e concept store che si affidano al consulente di immagine per creare dei trunk-show. I trunk-show sono delle mini sfilate che vengono organizzate per promuovere un brand oppure in occasione di alcune ricorrenze specifiche, come il cambio di stagione o il Natale. Hanno il vantaggio di creare engagement, coinvolgendo i clienti e fidelizzandoli, oltre che di acquisirne di nuovi! Durante questi eventi il ruolo del consulente di immagine è fondamentale per seguire non solo la buona riuscita della sfilata, ma anche per fornire preziosi consigli di personal styling ai clienti.

Lo sviluppo di legami solidi di reciproca fedeltà e amicizia, che si concretizzano poi nella fidelizzazione e nell’acquisto ricorrente, è un processo lento, che richiede dedizione, costanza e tempo. La pazienza è una virtù che sembra mancare a molte realtà italiane, che tendono a spazientirsi se le vendite non subiscono un’impennata già al primo appuntamento. Complici i dati gonfiati dei principali social network, molti brand ritengono sia più semplice, veloce ed efficace rivolgersi a sedicenti style coach virtuali piuttosto che impegnarsi a creare un rapporto reale con i propri potenziali acquirenti.

In sintesi, il consulente di immagine è in grado di offrire un valore aggiunto ad un’azienda, che si tratti di un corso di bon ton per i dipendenti, di una sessione di personal shopping per premiare lo staff oppure di una consulenza di armocromia durante la convention aziendale. Anche le realtà più piccole possono trarre vantaggio dall’aiuto di un personal stylist, offrendo un servizio customer oriented e un’esperienza di acquisto unica ai propri clienti.

Si tratta di piccole e semplici strategie che, se messe in atto con costanza, aumentano l’interesse per il punto vendita e il word of mouth positivo, offrono momenti di socializzazione e permettono di sperimentare un nuovo concetto di negozio, che diventa prima di tutto un luogo da vivere e non solo uno spazio dove fare acquisti.